Illuminazione, risveglio, illusione

Spiritualità, Risveglio e Illusione

Argomenti Filosofici

Il Velo di Maya, di natura metafisica e illusoria, separando gli esseri individuali dalla conoscenza/percezione della realtà (se non sfocata e alterata), impedisce loro di ottenere la moksha (cioè la liberazione spirituale) tenendoli così imprigionati nel saṃsāra, ovvero il continuo ciclo delle morti e delle rinascite. Similmente alla metafora della caverna di Platone, l’uomo (e quindi l’intera umanità) è presentato come un individuo i cui occhi sono coperti dalla nascita da un velo; quando se ne libererà, la sua anima si risveglierà dal letargo conoscitivo (o avidyã, ignoranza metafisica) e potrà contemplare finalmente la vera essenza della realtà.
Svegliarsi dal Sogno di Maya significa ritrovarsi svegli su una roccia morta in mezzo al nulla, il che è tanto divertente quanto si potrebbe immaginare. È l’unica condizione che merita il termine “illuminazione spirituale”, tutti gli altri stati sono immaginari.
Il risveglio dallo stato di sogno di Maya non necessita di insegnanti, tradizioni, libri o altro di tutto ciò.
Pochissimi sono i libri, quelli antichi che contengono gli insegnamenti di persone illuminate che non avevano altro scopo che di condividere le proprie esperienze nel tentativo di offrire delle possibilità di uscire dall’illusione e di sperimentare la verità.
Una volta esportati dal luogo di origine e tradotti, decurtati di contenuti essenziali, alterati e malamente interpretati, sono diventati le basi per i nuovi “libri” sull’argomento reperibili ovunque.
Basta digitare “illuminazione” e “risveglio” in un motore di ricerca, e ci appaiono centinaia di titoli di libri scritti, spesso usando le funzioni copia-incolla e seleziona-trascina-rilascia da nuovi “autori” dell’era informatica.
Basta leggere la descrizione dell’ultimo libro promosso nelle newsletter di una delle varie librerie online: “Ciao username, ti voglio presentare l’ultimo fantastico libro di … l’incredibile metodo, il segreto svelato, mai rivelato prima! per raggiungere l’illuminazione in brevissimo tempo e senza alcuna fatica!” o altri spin similari che se hai acquisito un po’ di discernimento non possono che procurati nausea, dopo che la fase precedente delle risate di non celato irriverente scherno si è esaurita.
Tali libri possono avere un picco di successo immediato, per poi in breve tempo uscire dalle classifiche e finire fra i remainder (rimanenze di magazzino) scontati fino al 75% o anche dati in omaggio.
Gli autori possono mantenere il successo continuando a proporre conferenze, seminari e ritiri con la promessa di offrire illuminazioni, iniziazioni e risvegli, molto gettonati.
La ragione per cui hanno successo è perché segretamente vogliamo essere sedotti e salvati da noi stessi. Abbiamo una paura tremenda di scoprire chi siamo veramente, e di trovarci senza nulla a cui aggrapparci
Tali insegnamenti venerati ci portano fuori strada e ci fanno il lavaggio del cervello. Andiamo da loro come se fossimo in trance. Desideriamo ardentemente il loro abbraccio, vogliamo essere coccolati tenendoci aggrappati a una qualsiasi soffice bambola-guru che ci permetta di rimanere addormentati. Il Buddismo produce buddisti, non Buddha. Idem per tutti gli -ismi. Se vuoi far parte del crescente numero di membri della comunità illuminata di uno dei tanti gruppi di FB, il vivace supermercato spirituale è la tua risorsa principale.
Se vuoi svegliarti, devi farlo da solo.
La religione e la spiritualità sono simili, soddisfano la nostra fame di libertà, e per questo siamo disposti ad accettare qualsiasi proposta altrimenti indigeribile. Ma la libertà e la verità non sono compatibili con i desideri e le repulsioni tanto care al nostro ego. E non vogliamo lasciare andare il nostro adorato ego, che non è altro che una nuvola di sogno solitaria nella mente universale. Vorremmo ottenere il risveglio o l’illuminazione ma non abbandonare gli attaccamenti, al pari di chi vorrebbe dimagrire ma non bandire dalla sua tavola le torte farcite di dolcissima crema e i bignè al cioccolato.
Vogliamo il “benessere”, la “qualità della vita”, un’illusione che è fondata sulla nostra capacità di rimanere beatamente ignoranti della dolorosamente ovvia verità che, ogni momento che passa, ci sta centrifugando nel vuoto. Non è sufficiente resistere a questa tendenza, dobbiamo mantenere una ignoranza attiva, rimanendo anche inconsapevoli che lo stiamo facendo: Bipensiero.
Richiede un impiego notevole di energia, ma l’ego, è un accorgimento spirituale progettato per questo esatto scopo.
Il tuo cammino spirituale non è altro che la tua vita. Ha un inizio e una fine. Non importa dove ha inizio, dove va, cosa credi o cosa fai, ciò che conta è arrivare alla fine del percorso. Fino a quel momento, a prescindere da ogni altra considerazione, sei solo un personaggio che recita una parte sul palco, e ogni parte, nel contesto del risveglio, ha lo stesso valore, non esiste una parte più o meno importante di un’altra.
La maggior parte delle persone vive in una zona che viene definita di confort, dove le forze di odio e paura sono in equilibrio.
Queste forze, che ci tengono in equilibrio spirituale non sono il male o in qualche modo malvage, e non c’è nessuna agenzia demoniaca che sta cospirando contro di noi, è solo un processo per mantenere l’equilibrio, che ci permette di giocare il nostro ruolo senza renderci conto che siamo solo buffoni in una farsa, per non rovinare lo spettacolo.
L’idea che l’ego è male e la crescita spirituale è bene è solo una delle tante carote motivazionali per per farci correre da una parte all’altra del palcoscenico. Nella sfera dell’ego ci sono molte esche per attirarci e intrappolarci in modo sottile. Sembra che offrano quello che cerchi, ma in realtà limitano il tuo viaggio interiore e ti fanno girare in tondo.
Per esempio, potrebbe succedere che un giorno la mente diventi irrequieta e ti frullino in testa pensieri insistenti sulla necessità di cambiare, e decidi che è il momento di fare seri sforzi.
Compri un libro sul risveglio, il libro ti è piaciuto abbastanza e ne compri un altro, bello anche quello, poi un altro ancora e la prossima cosa che avviene, i libri spirituali hanno soddisfatto il tuo desiderio di progresso spirituale, hanno calmato il turbinio mentale, la spinta iniziale si è affievolita, e il pericolo di cambiamento reale è stato scongiurato. Pericolo perché l’ego, cioè ciò che credi di essere, sa che il tuo risveglio, cioè il risveglio di chi sei veramente, è la sua morte.
Poi più tardi la cosa potrebbe ricominciare, una sorta di alternarsi di appelli dell’ego come specie in via di estinzione e la tua spinta ad ottenere il risveglio. Potrebbe avvenire anche durante la lettura di uno di tali libri, l’ego si infiltra e cominci a fantasticare su quanta ammirazione riceverai dai comuni dormienti una volta ottenute le meravigliose qualità spirituali promesse dall’autore. Potresti partecipare a una serie di seminari e ritiri e trovare una nuova zona di comfort più vicina al Vuoto della Coscienza Infinita. Potresti pensare che più si è vicini al Vuoto, più si è svegli, ma il cambiamento di paradigma non avviene per gradi. Anche se fossi più vicino ai suoi confini non saresti più sveglio, sarebbe solo meno confortevole.
La cosa più importante da sapere è che non sai mai quando tali confini li hai oltrepassati, e quando questo avviene è troppo tardi. L’ultimo passo della carne segna il primo passo dello spirito, che sarà anche l’ultimo.
È solo un passo come un altro, ma ora è l’ultimo passo perché, a differenza di qualsiasi altro, questo ti farà superare la barriera che ti separa dalla Coscienza e da lì in poi non potrai più sperimentare l’illusione di avere i piedi ben piantati per terra. Come per Neo quando viene scollegato da Matrix e tirato fuori dal sistema, non c’è modo di tornare indietro. Fa paura aprire gli occhi quando hai passato la tua vita senza sapere che erano chiusi. La prima cosa che vedi è che la tua intera vita è stata una finzione e ora la commedia è finita. I tuoi occhi fanno male perché non li hai mai usati prima, e inizi a rimpiangere di non aver scelto la pillola blu.
In un buco nero, il suo limite esterno segna il punto di inizio di una forza gravitazionale così forte alla quale è impossibile resistere. Si va in caduta libera. Il suo spazio interno segna anche un punto assoluto di non ritorno.
Una volta che la linea è attraversata, si è verificato un cambiamento di paradigma, si muore dal vecchio e si rinasce in una nuova realtà. Quanto dura il periodo di caduta libera dipende da vari fattori, ma l’unico che potrebbe influire sulla sua durata è la tua resistenza al processo. La resistenza non è solo inutile, è anche dolorosa.
Attraversare il confine può assomigliare a un crollo psicotico, soprattutto agli occhi degli osservatori esterni che si stanno lasciando dietro di sé. La bolla dello stato di sogno fa pop! e l’illusione di avere i piedi ben piantati per terra è sostituita dalla realtà della caduta libera. Il senso di caduta proviene dal fatto che l’ego viene distrutto e strappato via.
Quando termina, la sensazione di movimento è sostituita da un senso di distacco e galleggiamento, ed è così che rimane.
Quando l’ultimo brandello di ego è strappato via, l’Uno è raggiunto ‒ Splash! ‒ come uscendo dal tunnel Black Mamba di Acquaworld a luci spente, ti ritrovi di nuovo al punto di partenza dove è iniziata la tua avventura in questo Universo.
Ora sei sano di mente e tutti gli altri incredibilmente pazzi, avrai modo di divertirti.
Ma prima di tutto, come ogni neonato in un mondo per lui nuovo, dovrai passare attraverso i vari tipi di apprendimento e ambientarti come avviene durante i processi di crescita e sviluppo dell’infanzia.
Una volta raggiunta l’unità, o in altre parole, una volta che hai completato il taglio degli attaccamenti emotivi che si conclude con l’uccisione del Buddha, capirai cosa significa uscire dal tunnel perché ti troverai proprio dietro le quinte dello stato di sogno di Maya.
Ora sei ancora nel sogno, ma non parte del sogno. Sarai sveglio nel sogno, ed è un posto abbastanza stupido dove essere svegli. Indipendentemente da come l’ego lo faccia sembrare profondo o complesso, questo è tutto ciò che è il cammino spirituale. Che tu superi la linea di demarcazione tra l’ego e la Coscienza o meno, che tu faccia il primo passo o meno, non c’è niente altro.
Che cosa è l’Illuminazione? Che cos’è il Risveglio? Che cos’è l’Unità? La risposta non si trova nelle parole del saggio, nei libri in brossura con la copertina multicolore con figure nella posizione del loto dall’espressione serafica e con i chakra illuminati come lampadine di Natale, si trova nel buco nero, e la linea che separa l’ego dalla Coscienza è di fatto il confine tra paradigmi, o per meglio dire, tra Io Sono e forme di esistenza.
Il cammino spirituale può non essere facile, ma è sicuramente semplice.

Fonte:

Luciano Gianazza

La Teoria del Tutto

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