bene contro male

Oltre il Dualismo

Argomenti Filosofici

Siamo abituati a vedere il mondo secondo gli aspetti del dualismo. Bene male, bello brutto, luce buio, ecc.

Quando cerchiamo di definire delle qualità, la nostra mente in maniera automatica fa una comparazione con le qualità opposte, altrimenti non riusciremmo a spiegare le caratteristiche di qualsiasi oggetto o situazione.

Quando diciamo “Oggi fa freddo”, diamo per scontato cosa intendiamo perché conosciamo la sensazione opposta, cioè quella che si prova in una giornata in cui fa caldo. Se nella mente umana non ci fosse anche il concetto di caldo, chiunque ci ascoltasse non potrebbe capire cosa intendiamo dire.

Questo problema sorge quando entriamo nell’argomento Dio, che la religione cristiana, ma anche altre, definiscono come onnipotente, amorevole e benevolente. Gli aspetti negativi che possiamo osservare negli esseri umani sembra che non gli appartengano.

Sorgono quindi le ormai note domande:

“Se Dio è buono e giusto, onnisciente e onnipotente, come possiamo spiegare il male nel mondo?” “Come è possibile che milioni di bambini vengano uccisi o muoiano di fame, o che si ammalino di cancro e le altre malattie molto prima che possano commettere peccati?

Le spiegazioni fornite dalla chiesa non sono convincenti, limitandosi a fornire contenuti della bibbia:

“Non c’è sulla terra NESSUN uomo giusto che faccia il bene e non pecchi mai” (Ecclesiaste 7:20).

“TUTTI hanno peccato e sono privi della gloria di Dio” (Romani 3:23).

Non chiedere come fa un bambino appena nato ad aver peccato, perché se tutte le risposte che riceverai non ti avranno soddisfatto, la risposta finale sarà più o meno questa:

“La nostra stessa mente è stata creata da Dio, per cui manifesta una grande presunzione usarla per mettere in discussione Lui e le Sue motivazioni”. E sei a posto.

In molte religioni, il concetto di karma e la reincarnazione aiutano a spiegare come e perché una cosa del genere possa accadere.

Secondo tale teoria, le conseguenze di una cattiva azione possono manifestarsi nella vita successiva e quindi un bambino potrebbe trovarsi a subire un effetto prodotto da una sua azione in una vita precedente, cosa inspiegabile per chi non crede nelle vite precedenti.

La reincarnazione, che pare esistesse nel cristianesimo primitivo, fu condannata dietro pressione dell’imperatore Giustiniano come eresia dalla Chiesa ecclesiastica e ogni riferimento fu cancellato nel 553 nel concilio di Costantinopoli. Da allora il cristianesimo si trova con il grosso problema di dover spiegare l’esistenza di un Creatore onnipotente e benevolo di un mondo che è pieno di ingiustizia e malvagità.

La credenza nella reincarnazione può rispondere ad alcune delle precedenti domande, ma rimaniamo sempre nel dominio del dualismo e non risolve il problema dell’origine della catena karmica di causa ed effetto, generata dall’agire a volte dal lato del male, altre volte da quello del bene.

Oggi ci sono tanti libri che offrono le più disparate tecniche e pratiche per eliminare o ridurre il cosiddetto Karma, per raggiungere l’illuminazione, per l’avanzamento spirituale, per la scoperta del “vero” sé e quant’altro. Sono in maggior o minor misura degli “imbrogli” perché ciò che offrono è indirizzato all’ottenimento di tali scopi con la visione dualistica di questo mondo che secondo diverse dottrine, filosofie e religioni è illusorio, un sogno. Sarebbe come sognare di essere diventati milionari, per poi, una volta alzati dal letto, ritrovarsi al mattino coinvolti nella lotta quotidiana per arrivare alla fine del mese.

Leggendo un po’ dovunque sui social, siti, blog, libri, il problema del male è molto sentito e percepito come da eliminare. Si parla di società di persone risvegliate dove il bene regnerà, di esseri di luce, di angeli e di una nuova era dove il bene predominerà e il male non esisterà. Questo è possibile, ma non in termini assoluti. E’ una questione di alternanze, a volta prevale uno a volte l’altro, ma in questo mondo materiale l’eliminazione del male avrebbe come conseguenza anche la scomparsa del bene, oltre che del mondo stesso, essendo basato su un equilibrio di forze. Il male può solo essere contenuto entro certi limiti.

Proseguendo il proprio cammino interiore, si presenta fortemente questo aspetto di Bene come opposto al Male e si scopre che quest’ultimo è necessario per l’esistenza del Bene oltre a tutte le altre coppie di opposti anche per l’esistenza del mondo stesso.

Non è possibile concepire uno stato di benessere senza conoscere il suo contrario, lo stato di malessere.

Il mondo, come l’intero universo, è il risultato di interazioni di flussi di energia, e perché ci sia energia occorrono almeno due poli. La batteria di un’auto ha il polo positivo e il polo negativo. Se misuriamo il voltaggio di una batteria carica, appoggiando il puntale rosso del tester sul polo positivo (+) e quello nero sul polo negativo (-) leggiamo il valore nominale di 12 volt.

Se eliminiamo il polo negativo, oltre a non aver più una batteria nel vero senso del termine, e quindi nessuna corrente, non sapremmo dove appoggiare il puntale nero, non essendoci più l’opposto del polo positivo per ricavare eventuali misurazioni.

Eliminare il male, o il bene, come pure eliminare uno dei due opposti che compongono ognuna delle varie dicotomie, equivarrebbe ad eliminare il mondo stesso.

La necessità del male che si oppone al bene come le due facce della stessa moneta è dura da digerire, ma il mondo materiale è il risultato di forze in opposizione, e gli esseri umani non fanno eccezione.

Ci sono persone che si ritengono buone, affermano che non farebbero male a una mosca, che amano gli animali, ecc. ecc. In altre circostanze dichiarano in preda all’odio che vorrebbero vedere condannato a morte chi maltratta gli animali, o i bambini o chiunque manifesti istinti malvagi. Per di più ritenendo giusto nutrire tali sentimenti nei confronti di tali individui.

In ognuno di noi prevale ora uno, ora l’altro opposto delle varie dicotomie. Sono elementi della nostra struttura di esseri viventi e della mente umana, e nei nostri ragionamenti li usiamo per differenziare, diversamente non avremmo alcuna capacità di formulare un pensiero comprensibile.

Arrivando a un punto del cammino spirituale dove avviene l’identificazione con la totale Coscienza, le varie polarità, tra cui bene e male, vengono trascese, non esistono più opposizioni, ma ogni cosa è inclusa, tutto è allo stato potenziale, nulla ha movimento né tempo, c’è beatitudine e bellezza non motivate dagli eventi della vita.

“Siamo tutti figli di Dio e da lui amati in ugual misura”. Non c’è alcuna discriminazione fra “buoni” e “cattivi” Con questo si intende essere al di là del dualismo.

Dal punto di vista che parte dalla Coscienza entrambi i gruppi di forze in opposizione sono necessari perché il mondo materiale si manifesti. Non ci sono preferenze, né desiderio che uno dei due gruppi cessi di esistere. Immagina di essere allo stadio e improvvisamente la squadra che gioca contro quella per cui fai il tifo scompare. Non ci sarebbe più gioco. Questo vale anche per la vita nel mondo materiale, che non è altro che un gioco.

Sostenendo la necessità dell’esistenza del Male, qualcuno potrebbe dire che a questo punto si potrebbe fare del male ed essere giustificati.

In realtà chi ha visto entrambi gli aspetti della creazione, li ha visti nei minimi particolari, inclusi gli effetti delle cosiddette piccole avversioni, il malaugurio, i dispetti, le vendette silenziose come mantenere il risentimento, l’odio inespresso, l’invidia e tutte le sfaccettature del malanimo che gli individui covano dietro la facciata dell’ipocrisia convinti che nessuno le veda perché coperte da falsi sorrisi o da espressioni “imperscrutabili”.

Sa che le azioni che portano danno agli altri procurano inevitabilmente dolore anche a sé stesso e finché esprimerà la propria esistenza nel mondo materiale, il suo comportamento sarà benevolente in ogni caso. Se si troverà nella necessità di contrastare azioni dannose nei suoi confronti, lo farà senza odio o rancore, con la consapevolezza che il perpetratore è una conferma della propria esistenza e del suo agire per il bene, sapendo che ciò che sta avvenendo è l’effetto di un’azione da lui fatta in qualche punto della traccia del tempo.

Ci si aspetta che i giocatori di una squadra di calcio cerchino di infilare il pallone nella porta dell’altra squadra.

Quando invece di palloni si tratta di bombe, è difficile accettare che si tratti di un gioco, ma proseguendo lungo il cammino spirituale, ci si rende conto che le forme sono vuote, che nessuno muore realmente, è una recita, e quando lo spettacolo in cui si sono ammazzati a vicenda è finito, gli attori, tolti i costumi di scena, vanno a cena insieme.

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