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Immortalità fisica

Argomenti Filosofici

Immortalità fisicaDa un po’ di tempo è ritornato di moda il tema dell’immortalità fisica. Se cerchi su internet troverai diversi siti e libri sull’argomento e altri ne sorgeranno e verranno pubblicati sempre più.

Dell’immortalità spirituale se n’è sempre parlato anche perché è la base su cui poggiano tutte le religioni e credi religiosi. E questa è più che una credenza, molte persone ormai ricordano le loro vite precedenti, nonostante la scienza ortodossa faccia tutti gli sforzi per farle passare per immaginazione. Questa scienza si perde nell’analizzare il comportamento dei topi da essa stessa sottoposti a all’ingestione, inalazione, assorbimento cutaneo e iniezione di sostanze velenose e non fanno ricerche sull’interazione fra l’essere spirituale e il suo corpo perché non ne considerano nemmeno l’esistenza.

D’altra parte chi si cimenta nel fornire evidenze dell’immortalità fisica spesso elabora teorie molto complesse che toccano i temi più vari che vanno dalla fisica quantistica alla biochimica passando attraverso la religione e la filosofia. Tale complessità rende impossibile l’applicazione di quanto affermano mancando di fornire metodi pratici per poterla ottenere, un po’ come dire che se si guardasse la terra dalla luna potremmo avere una visione globale della terra senza però fornire la possibilità di andarci con la facilità con cui raggiungiamo la cima di una collina.

Se si legge un libro sull’immortalità fisica è facile trovarsi immersi in un trattato molto esteso di biochimica con ragionamenti complessi, per non parlare della fisica quantistica, la scienza delle infinite possibilità e infiniti futuri fra cui scegliere quello che più ci piacerebbe materializzare in un prossimo presente. Per quanto tutto fili a livello teorico, la falla più grossa che si riscontra in quelle esposizioni è la difficoltà di metterle in pratica per ottenere il risultato che si propongono di raggiungere.

L’argomento è di forte interesse, sempre più persone cominciano a mettere nel campo delle possibilità anche quella dell’immortalità fisica, quando un decennio fa era molto più facile essere derisi parlandone, se si fosse dato ad intendere di crederci veramente, quando poi uno dei fautori fosse morto, il giorno dopo la derisione celata sarebbe scoppiata in ostile e soddisfatta ilarità durante la pausa caffè. In ogni caso la morte di un agguerrito sostenitore dell’immortalità fisica non esclude che sia possibile, solo da per certo che quella persona non è stata in grado di ottenerla.

Considerando il mondo materiale come la manifestazione del mondo spirituale, se l’essere spirituale decidesse di far durare in eterno il suo corpo non c’è motivo di dubitarne, dipendendo questo solo dalla sua propria capacità, o incapacità. Un essere spirituale che porta a spasso un corpo oggi è molto inconsapevole, mentre non lo era affatto a quando iniziò questo suo viaggio dentro e fuori da una linea pressoché infinita di corpi, oscurando vita dopo vita il suo infinito splendore fino a diventare l’essere umano odierno, convinto persino di essere il suo corpo, alquanto irrazionale come se domani ti svegliassi convinto di essere la tua macchina parcheggiata nel box. E senza il minimo sospetto di essere immortale. E’ molto comune il detto: “Si vive una volta sola!”

L’essere spirituale è una parte della forza spirituale che crea l’universo e questo ne fa un co-creatore con le stesse caratteristiche della forza di cui è costituito, seppure a livello infinitesimale.

Questa forza eterna di creazione emette una vibrazione primaria da cui poi altre vibrazioni derivano e queste vibrazioni derivate creano la diversità nell’universo. Essendo questa forza di creazione eterna ne consegue che la vibrazione può essere mantenuta all’infinito e quindi anche l’universo materiale può essere mantenuto in esistenza all’infinito e così tutte le differenziazioni prodotte dalle parti infinitesimali, che possiamo chiamare anche essere spirituali individuali.

Tutto ciò che vediamo tocchiamo ecc. percepiamo tramite i nostri sensi sono vibrazioni che poi la mente codifica creando il mondo di immagini che siamo abituati a vedere. Quando modifichiamo qualcosa nel nostro ambiente lo facciamo introducendo vibrazioni arbitrarie nell’onda principale di creazione. La somma delle nostre vibrazioni, a seconda che siano in maggior percentuale “buone” o “cattive” fa sì che il mondo sia in pace o in guerra.

Se osserviamo come va oggi il mondo, non possiamo dire che sia nelle condizioni in cui lo vorremmo, e la causa di questo è la diffusa inconsapevolezza e mancanza di conoscenza delle leggi della Natura che sono quelle che regolano tutti i processi della chimica, della fisica, e di ogni campo definito dalla cosiddetta scienza umana.

Ogni cosa indesiderabile che avviene in questo mondo è il risultato delle violazioni delle leggi della Natura, essendo la Natura il set di leggi che regolano i processi che avvengono nell’universo e nel suo piccolo sulla Terra, leggi stabilite nello stesso istante della sua creazione.

Queste leggi regolano ogni processo che avviene nei tre regni della Natura, minerale, vegetale ed animale e la loro violazione comporta effetti indesiderabili su ogni essere appartenente a ciascuno dei tre regni, incluso l’essere umano a meno che non si abbia la capacità di modificarle.

Modificarle non è così facile ma è comunque possibile conoscerle e applicarle per ottenere risultati positivi come una salute perfetta libera da qualsiasi acciacco di cui oggi l’umanità si lamenta.

Considerando che in quanto esseri spirituali siamo costituzionalmente identici alla forza di creazione dell’universo, non c’è motivo di credere che un essere spirituale non possa mantenere in esistenza un corpo per l’eternità, qualora optasse per far durare per sempre la sua identità attuale.

Il nostro corpo è la somma totale delle cellule che lo compongono. Qualsiasi malattia nel corpo è il risultato del non perfetto funzionamento delle cellule in una o più aree del corpo. La guarigione avviene solo se, non importa cosa si faccia, quante tisane, integratori, massaggi, ecc si facciano, si ripristina il perfetto funzionamento delle cellule danneggiate. La perfetta salute è una realtà e non una chimera quando tutte le cellule danneggiate sono state riparate o sostituite e quindi funzionano alla perfezione e tale salute perfetta continuerà finché le cellule svolgono le loro funzioni come dovrebbero.

In passato è stato dimostrato che teoricamente una cellula potrebbe vivere in eterno, che possa vivere per decenni in perfetta salute è stato dimostrato realmente in laboratorio da Alexis Carrel del Rockefeller Institute e Premio Nobel. Carrel fu in grado di mantenere in vita per un tempo indefinito cellule di tessuti semplicemente fornendo ad esse il nutrimento e ripulendole dalle loro escrezioni. Le cellule crescevano e prosperavano fintanto che le loro evacuazioni venivano rimosse. Condizioni non igieniche procuravano una minore vitalità, deterioramento e morte. Carrel mantenne in vita cellule di un cuore di pollo per 29 anni, e cioè fino a quando qualcuno si dimenticò (dimenticò?) di eliminare le loro escrezioni.

La chiave per mantenere in perfetta salute una cellula è quella di liberarla dai residui dentro e intorno ad essa. Arnold Ehret nel suo libro “Il Sistema di Guarigione della Dieta Senza Muco” afferma che con la dieta inizialmente l’organismo libera gli intestini dei residui accumulati e incistati e poi va sempre più a fondo ripulendo tutti i tessuti del corpo e dopo che questo è avvenuto si acquisisce la salute perfetta.

Se una cellula perfettamente sana, in un ambiente perfettamente pulito, potrebbe vivere in eterno, ne consegue che la perfetta salute è uno dei prerequisiti per l’immortalità fisica.

In passato, molto passato, alcuni esseri umani hanno vissuto una vita lunga centinaia di anni. Se ne parla in testi antichi come i Veda o per chi la preferisce come fonte, nella Bibbia.

Secondo tali testi, l’uomo una volta era immortale, poi una volta assaporato il frutto dall’albero della conoscenza del bene e del male, fu scacciato dal paradiso e divenne mortale e provò rammarico. Conoscere il bene e il male significa ragionare in termini di dualismo, il fondamento dell’universo materiale che è appunto duale. I contenuti di questi testi sono meno allegorici di quanto si affermi. E secondo questi testi il primo cibo mangiato fu un frutto, il che rese l’uomo mortale seppure in perfetta salute, salute che gradualmente perse allontanandosi dalla sua dieta iniziale. Da questo si può dedurre che per conseguire l’immortalità non si debba mangiare, facendo un passo indietro ritornando alle condizioni in cui si era prima che si iniziasse a mangiare il frutto dell’albero della conoscenza del bene e del male.

Arnold Ehret nel suo libro scrive che è tuttora sconosciuto quanto si possa vivere senza cibo.

Nella pratica possiamo dire che le cellule vivono molto a lungo e in perfetta salute quando libere dai prodotti di rifiuto. A mantenerle in questo stato provvede il sistema linfatico, un sistema non sufficientemente studiato come si dovrebbe. Quando il sistema linfatico non funziona bene il risultato è una congestione, una stagnazione nel sistema. Se la stagnazione, passando attraverso le cellule, arriva agli organi preposti all’eliminazione come i tubi bronchiali, la pelle la gola e il sistema digestivo, i rifiuti stagnanti nel sistema linfatico iniziano a fuoriuscire in forma mucosa attraverso queste aperture verso l’esterno.

Questa fuoriuscita di muco è conosciuta come catarro o infiammazione delle membrane mucose del naso e della gola. Quando una persona ha un raffreddore o tosse, la circolazione linfatica di quel tratto del sistema respiratorio è rallentata e la linfa alterata dal muco deve essere eliminata attraverso le superfici degli organi interessati non riuscendo agevolmente a continuare il percorso lungo i dotti linfatici.

Se questa espulsione di emergenza, per esempio, avviene attraverso la pelle, compariranno foruncoli e altri tipi di eruzioni cutanee.

I cibi amidacei come i farinacei, i latticini e altri prodotti animali, il sale e lo zucchero raffinato, sono causa di congestione del sistema linfatico.

Nutrirsi di cibi che non creano muco ristabilisce il funzionamento del sistema linfatico. Lo spazio intracellulare e l’interno della cellula rimangono puliti se il sistema linfatico funziona bene e nessuna infezione può avvenire, persino in assenza di anticorpi.

Quando il sistema linfatico è fortemente intasato, una malattia o l’altra, fra tutte le malattie note, fa la sua comparsa, portando l’organismo nella direzione opposta a quella dell’immortalità.

L’immortalità fisica come possibilità non è da escludere, ma i requisiti necessari sono un corpo perfettamente pulito, dentro e fuori, soprattutto dentro, una dieta che permetta di ripulirlo e di mantenerlo tale da lì in poi, una conoscenza del funzionamento dei vari sistemi, anche se in forma semplice e priva dei termini ostici della scienza medica, un animo ripulito completamente dal risentimento, dall’odio, dall’invidia e da tutte quelle altre emozioni negative che possano albergare nel profondo di un essere, sostituendole con l’amore incondizionato, un amore ancora più esteso di quello proposto dal cristianesimo, “ama il prossimo tuo come te stesso” che in questo caso viene allargato fino a diventare “ama il tuo nemico come te stesso”. E’ davvero tosto questo punto, a volte è difficile amare i propri figli e trattarli con dolcezza quando non si comportano come i genitori vorrebbero, quindi è possibile intuire la grandezza necessaria per amare un nemico. Ma senza questo presupposto, l’immortalità non può essere nemmeno presa in considerazione.

Un altro requisito è l’esercizio fisico che includa la riabilitazione del respiro profondo, profondo rispetto a quello che oggi è considerato normale, ma che rispetto a quello di una persona perfettamente sana dovrebbe essere considerato respiro corto.

Una respirazione completamente attivata è necessaria per aver un sistema linfatico efficiente, i polmoni sono gli organi più importanti, perché da essi dipende la sopravvivenza di tutti gli altri.

Questo argomento non si esaurisce con questo articolo, questa è solo un’introduzione, l’argomento potrebbe essere portato avanti per molte e molte pagine, tutto dipende dall’interesse che uno potrebbe avere a riguardo. “Diventare” immortali spiritualmente significa riprendere totale consapevolezza della nostra natura, a quel punto si rimane consapevoli della propria identità spirituale anche dopo la morte del corpo fisico, e se si raggiungesse quel punto, di certo si avrebbero molte qualità, fra cui quella di far apparire e scomparire un corpo non più di carne ma comunque visibile da altri, cosa che ritengo più pratica che rendere immortale il corpo che si sta usando ora, anche se poi rendere immortale un corpo fisico è in definitiva la stessa cosa, le cellule non saranno più fatte di carne.

L’essere spirituale è “qualcosa” di molto grande, difficile da immaginare quanto, e l’essere umano è una manifestazione cosi piccola, difficile da immaginare quanto rispetto a “cosa” potenzialmente è capace di fare un essere spirituale.

Nulla toglie comunque che sia necessario riportare la condizione umana al suo splendore originale per poi riconquistare ordini di grandezza più elevati, ed è per questo che vale la pena di raggiungere la salute perfetta, senza la quale un essere non può esprimersi al massimo entro i limiti che la forma umana permette.

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