risveglio

Davvero vuoi ottenere il risveglio?

Argomenti Filosofici

Probabilmente riceverai delle newsletter da parte di librerie online che promuovono libri sul risveglio e sull’illuminazione.

Inserendo la parola “risveglio” nell’indice di ricerca di uno di tali portali sono apparsi più di 1300 titoli fra libri, supporti multimediali, eventi, corsi, seminari, iniziazioni, ecc.

Forse ne hai comprato qualcuno e potresti pensare di aver ottenuto il cosiddetto risveglio, o illuminazione dopo aver letto tali libri e fatto una pratica o l’altra fra le tante suggerite. Oppure essere rimasto disilluso.

Le definizioni di risveglio sono tante, molte lo definiscono come uno stato di beatitudine, e il significato è soggettivo, spesso relativo a uno stato separato dalla vita quotidiana, dove si continua ad essere soggetti a gioie e dolori non appena ci si ritrova coinvolti.

Gli autori promettono tale risveglio, fanno corsi e seminari, ai quali molti partecipano nella speranza di liberarsi di condizioni indesiderate alle quali sono soggetti durante lo svolgimento delle proprie attività nella vita di tutti i giorni.

Si potrebbe pensare che si tratti di raggiungere una condizione più “elevata” rispetto alle persone che svolgono una vita ordinaria scandita dal ritmo del mainstream, realizzare i “propri” desideri e godere della felicità che deriva dal raggiungimento dei “propri” obiettivi.

Tali obiettivi sono forme idealizzate proposte dalla cultura in cui viviamo, molti ricorderanno i libri su “The Secret” e la “Legge d’Attrazione”, che insegnano a visualizzare la concretizzazione dei sogni più banali che vanno dalla villa con piscina, il conto in banca con cifre a 6 o 7 zeri, una moglie o marito invidiabili, ecc. e quant’altro possa suggerire l’insondabile ego.

L’Ego

Cos’è l’Ego?

Altro non è che ciò uno crede di essere. Può essere qualcosa di talmente pacchiano come quello del self-made man, dotato di discreto potere personale economico e politico,  circondato da “amici” interessati, da giovani donne interessate, ecc. o un youtuber con milioni di visite, un profilo su FB con milioni di like, un personaggio che fa un sacco di ospitate nei programmi tv, ce ne sono a miliardi di ruoli.

Altri ego possono essere caratterizzati da diverse gradazioni di raffinatezza. Alcuni esempi fra i molti che si potrebbero fare:

ritenersi molto intelligente,

ritenersi il più intelligente fra la cerchia di persone conosciute mostrandolo chiaramente,

la medesima condizione non dichiarata ma segretamente goduta nella propria mente,

sentirsi al di sopra del “pecorume” guardando gli altri esseri umani con “compassione” per la loro condizione ritenuta irrimediabile di addormentati senza speranza.

Si può essere dotati di grande intelligenza e creare imperi, spinti dal proprio potere personale imbrigliato nelle redini dell’ego, come pure rigettare ogni cosa e “ritirarsi” dalla società in soluzioni alternative, adattando l’ego alla nuova condizione.

L’ego si forma poco dopo la nascita, il materiale lo forniscono prima i genitori, che ormai hanno il proprio essere ricoperto da molti strati di intonaco sociale e perfettamente conformati, poi da parenti, dal sistema scolastico, dall’ambiente in cui si vive, ecc., queste cose le sai le avrai lette o sentite da più parti.

Il nostro ego è fatto con lo stampino, le uniche differenze fra l’uno e l’altro sono determinate dalle differenti esperienze personali e combinazioni di eventi, ma il suo comportamento funziona secondo precise regole uguali per tutti.

Ideali e credenze

L’ego funziona nella dualità, costituita da idee opposte. Bene male, buono cattivo, ricco povero, simpatico antipatico, luce buio, grande piccolo, dignitoso indegno, vero falso, desiderabile sgradevole, ecc. con tutte le differenti sfumature per ognuna.

Le qualità ritenute desiderabili sono ambite e quelle indesiderabili respinte, e la vita si svolge nel cercare di ottenere, o anche semplicemente attribuirsi quelle desiderabili e respingere quelle ritenute indesiderabili o negare di averne.

L’ego “vive” di questo, l’essere dorme in un angolo fornendogli energia senza averne alcun beneficio, e quando l’ego fallisce, si atrofizza, pur continuando ad esistere, e tutta la sofferenza viene sperimentata dall’essere.

Un esempio lampante è quello del “VIP” che gode finché riceve l’attenzione del pubblico, con relativi onori, fama e denaro, e che collassa quanto tutto quanto cessa, cade preda dell’alcol e degli psicofarmaci, fino al suicidio.

Lo stesso vale per ognuno, nel “proprio piccolo” si cerca di essere un piccolo VIP, anche semplicemente ricevendo come attenzione solo quella di sé stessi, quando uno arriva al punto di ritenere gli altri incapaci o non degni di dare al proprio ego l’attenzione che suppone di meritarsi.

E’ una trappola ben congegnata, che uno si trovi su un opposto o l’altro di una dicotomia, che desideri oppure rifiuti uno dei singoli aspetti, è sempre dentro la trappola.

Molte filosofie e singoli autori realmente illuminati (pochi) forniscono dati riguardo a questa condizione, ma una volta appresi, e compresi a livello intellettuale, senza impeccabile disciplina personale il meccanismo dell’ego impedisce l’applicazione di tali dati per uscire dalla trappola.

Nella letteratura di molte culture del pianeta ci sono anche informazioni su cosa è successo, cosa ha portato alla formazione del meccanismo dell’ego ere addietro, riducendo alla quasi totale impotenza l’essere umano, inserendolo in una spirale discendente che lo sta degradando in continuazione, e in questo tempo a velocità crescente come quanto mai nella storia recente.

Il risveglio

Risvegliarsi significa “uccidere” l’ego perché l’essere possa riprendere il potere personale che ha delegato ad esso e che l’ego sta usando per portare avanti un’esistenza illusoria basata su credenze facendogli credere che sia l’unica alternativa possibile. Molti sostengono di essersi liberati dalle credenze, pur continuando a credere di stare vivendo, quando è il proprio ego che sta recitando nel mondo della dualità.

L’essere spirituale risvegliato vive consapevole, al di là di ogni dubbio, che questa vita è immaginaria, e non è più soggetto alle leggi della dualità, non ha più alcun desiderio umano, non è più conformato al “modello umano” ma è un punto di coscienza in grado di agire con una conoscenza decisamente molto più ampia di quella limitata che è possibile acquisire tramite l’intelletto umano. In questo mondo di sogno è in grado di cambiare gli elementi e gli eventi non essendo più soggetto alle leggi della struttura della dualità.

Perché risvegliarsi?

Tutti gli scopi raggiungibili in questo mondo sono preconfezionati. Creare un impero finanziario, arrivare a possedere una casa propria, una famiglia felice stile mulino bianco, vivere in una comune alternativa free energy, essere un figo batti il cinque amico, un papa, un mafioso, un terrorista, un guru, un rompiballe insopportabile, sono alcuni scopi della lunga lista del modello umano. C’è ampia possibilità di scelta, alcuni possono essere utili per aiutare gli esseri a risvegliarsi, altri per affossarlo ancora di più.

Ma l’unico scopo al di fuori della dualità è diventare consapevoli di ciò che si è veramente, ed è innato in ogni essere, anche se coperto dalle migliaia di desideri, che sono dei veri scopi, che lo spingono, con necessità, paure o lusinghe, a vivere questa vita fittizia.

Se si raggiunge il risveglio, si mantiene la consapevolezza di essere coscienza “per sempre”. (I termini che uso non sono proprio adatti per spiegare cosa tutto questo significhi, per esempio non esistendo realmente il tempo, dire “per sempre” è solo un tentativo di spiegare ciò che può essere solo sperimentato.

Se non si ottiene il risveglio, si “continuerà” la propria esistenza “vita dopo vita” fino a quando ci si “risveglia”. Ma l’opportunità di risvegliarsi potrebbe non essere presente in molte vite. Anche questa è un’allegoria, da qui il mio uso delle virgolette.

Cosa avviene con il risveglio

L’ego viene “ucciso”. Non si è più sotto l’effetto del “modello umano” il prodotto della dualità.

Non si hanno più repulsioni e desideri umani.

Tali desideri e repulsioni sono ciò che tramite l’ego spingono l’essere ad agire, cercando di soddisfare il particolare desiderio del momento che lo ha agganciato e a repellere cose che non gradisce, combattendole, evitandole e persino subendole.

Quando non ci sono più repulsioni e desideri, non si ha più alcuna spinta, che prima derivava dalla loro presenza, ad agire. Non si è più macchine, pilotate da desideri e repulsioni che mutano di volta in volta. L’essere non fornisce più il carburante e la macchina si ferma.

Il momento iniziale è terribile e può protrarsi per un po’ di tempo, ci si trova senza alcuna motivazione prefabbricata come prima, per esempio andare in ufficio e occuparsi “propri affari”. Guardando avanti c’è solo un vuoto, che uno deve riempire con le azioni scelte da fare ogni volta. Se non lo si fa, anche alzarsi dal letto diventa un’impresa, simile a uno stato depressivo, per questo è necessaria una disciplina che nessuno può imporre e deve essere quindi rafforzata e fatta propria fino a permeare il midollo spinale, per così dire.

Ora si devono creare i propri scopi, il proprio futuro con la propria determinazione, non più per soddisfazione personale, ovvero per soddisfare il proprio ego, perché non c’è più alcuna personalità da soddisfare e gratificare.

Sai che tutto ciò che ti “succede” dipende solo da te. Non puoi più dare la colpa a qualcun altro, nemmeno quando agli occhi umani apparirebbe eclatante che “è colpa sua!”.

Si infiltra un senso di solitudine, anche in mezzo alla folla, o fra gli amici, solitudine che diventa piacevole camminando in mezzo alla Natura, e pensare di essere soli diventa quasi ridicolo, quando persino le piante ti fanno sentire la loro presenza. La coscienza inizia ad essere gioia senza alcuna motivazione, e si fa strada strada la percezione di essere quella gioia, indipendente dagli eventi del mondo.

Si è parte del grande oceano della coscienza infinita e ora ogni cosa viene fatta per portare avanti gli scopi di tale coscienza e finché il corpo fisico vive, si agisce con tale intento, e il libero arbitrio permette di scegliere gli scopi che meglio si ritengono compatibili con l’unicità della propria essenza, ma non più per soddisfare intenti personali. Non c’è più alcuna persona lì, intesa come individuo unico isolato.

Si potrebbe agire per contribuire alla creazione di una società che renda meno difficoltoso il risveglio ad altri esseri, o impegnarsi in attività che non creino effetti distruttivi per la Terra, per dirne un paio. O continuare a fare ciò che si stava già facendo, ma se era per soddisfare il proprio ego probabilmente si effettueranno cambiamenti di conseguenza.

E i cosiddetti “affetti”? Questa è la parte più dura da digerire, perché pochi potrebbero concepire che anche questi fanno parte del pacchetto “modello umano”, e dire che spariranno con il risveglio dà senz’altro l’idea che uno diventerà un essere “insensibile”. Insensibile ai sentimenti artefatti, quello senz’altro, e quelli dell’ego lo sono. Chi ancora non lo ucciso dirà invece che sono suoi propri sentimenti perché ciò che crede di essere è l’ego. In questo senso ha ragione. In realtà l’essere è in uno stato di quasi incoscienza e non è in grado di provare alcunché. E ovviamente l’ego che sta facendo le sue veci non concorderà con le asserzioni appena fatte.

L’ego vuole attenzione sotto ogni forma, la sua sopravvivenza è determinata dall’accettazione della sua esistenza, dall’essere amato, benvoluto. “Ama”, “vuole bene”, accetta nella misura in cui è ricambiato, anche se spesso non vede questo aspetto. Ogni sua azione è dedita a questo, cerca di mostrarsi nelle forme più apprezzate nella società in cui vive, e quando l’attenzione viene meno, trova ogni modo che gli permetta di riaverla, e combatte ogni opposizione alla sua affermazione nella società. Quando fallisce affiorano sentimenti di vergogna, paura, afflizione, risentimento odio, e passa sull’altro lato della dualità, spostandosi fra i due a seconda della situazione.

…. il mio cane… molti vogliono più bene al cane che agli esseri umani. Il cane ricambia sempre, fa compagnia, fa le coccole e soddisfa il desiderio di fare le coccole a qualcuno, è una questione di soddisfazione personale. Gli esseri umani sono più complessi dei cani e creano problemi di relazione, una ragione per preferire gli animali agli esseri umani. Per alcuni è una ritirata in buon ordine dalle relazioni sociali, una soluzione per ammorbidire una solitudine non desiderata. E che dire dei figli? E della compagna o del compagno? Non importerà più nulla di loro? Al contrario, non sarà più una recita sul palcoscenico.

Il medico che va in Africa dedicando la sua vita a curare i poveri, i deboli, le vittime (tutti ruoli del pacchetto) lo fa per soddisfazione personale, per quanto altruista possa apparire. Non differente dalla vecchietta che dà la monetina al mendicante sul sagrato della chiesa. Il mendicante non farà un solo passo avanti sul suo cammino evolutivo, e la vecchietta si sente buona e meritevole del paradiso, o almeno di stare meno tempo in purgatorio. Se lo scopo del medico fosse scelto dopo aver ucciso il proprio ego, sarebbe una cosa completamente differente e gli effetti che creerebbe inciderebbero sulla struttura inossidabile della trappola, altrimenti indistruttibile. E di sicuro non distribuirebbe pillole e vaccini.

Ciò che cambia è il modo di rapportarsi, cessa di essere personale, c’è solo un dare e nessuna pretesa di ricevere qualcosa in cambio. Non ci sono più screzi, perché non c’è più chi ha la necessità di reagire. Non c’è più una personalità umana con tutti i suoi meccanismi di risposta agli stimoli dall’esterno, c’è coscienza impersonale che non ha alcun interesse a ricevere perché può solo emettere ed è anche il ricevente. Difficile comunque spiegare ciò che può essere solo sperimentato.

A un certo punto si inizia a vedere la vita come un palcoscenico dove gli esseri umani corrono in ogni direzione, si spostano con aerei, auto, treni, in bicicletta, a piedi inseguendo i loro desideri cercando di evitare le seccature, entrano ed escono dagli uffici, dai negozi, dai supermercati, per procurarsi il necessario per sopravvivere, come un indaffarato formicaio, differenziandosi dalle formiche per avere anche una mente che razionalizza ogni cosa. “Così è la vita, ragazzo mio!”

E se volessi una compagna o un compagno accanto a te, avresti non poche difficoltà. In realtà potresti scegliere chiunque, perché non avresti alcun contrasto, non hai più il programma umano inserito, ma l’altra o l’altro dopo un po’ se ne andrà non trovando nulla con cui “confrontarsi” (il confronto è una fra le cose più ambite dall’ego). Saresti incomprensibile, non usando più ipocrite formalità, come non avere un attimo di stizza per un diniego, penserebbe che non ti importa nulla di lei o di lui. E difficilmente troverai qualcosa da condividere con un ego, potrai solo ascoltare.

A meno che non trovi una persona che veramente intenda condividere la medesima avventura sul pianeta Terra.

Davvero vuoi ottenere il risveglio? Rinunciare a tutto ciò che appartiene alla cosiddetta vita sociale umana, ogni desiderio, le belle cose che vorresti comprare, e tutto il resto?

Non perché non potrai averle, ma perché non ti interesseranno più e non saprai cosa vuoi davvero per molto tempo, il risveglio è come togliere il gesso dopo una frattura, poi occorre tempo per la riabilitazione, e non si sa quanto tempo durerà. Apparirai sempre uguale agli altri, ma probabilmente parlerai di meno e sembrerai meno “di compagnia”, non inizierai spesso la conversazione, non avrai tanta voglia di sentire le “novità”, di discutere, di “confrontarti”. Riderai inaspettatamente quando noterai i vari meccanismi in azione delle persone intorno a te, ma ti sarà difficile spiegare ad altri cosa ti avrà fatto ridere.

Una volta ottenuto il risveglio non si torna più indietro, non c’è nessun agente Smith che possa rimetterti nella Matrix cancellando ogni ricordo di ciò che sei.

Fonte:

Luciano Gianazza

La Teoria del Tutto

Gli Insegnamenti di Don Juan

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