Autostima

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Argomenti Filosofici

Autostima

Ogni tanto mi arrivano email con la proposta di partecipare a un corso o a un seminario di autostima.

Cercando in google con la parola chiave “seminario autostima” mi sono apparsi circa 176.000 risultati e 560.000 con “corso autostima”, link che portano a pagine e pagine di offerte per aumentare la stima di se stessi, da parte di psicologi, associazioni, autori di libri sul tema, psicoterapeuti, personal trainer e individui non bene identificati dal punto di vista professionale, senza alcun titolo ma che pare che sappiano tutto a riguardo. È senz’altro un argomento a cui molti sono interessati.

Che cos’è l’autostima?

Wikipedia dà la sua definizione nella pagina “Autostima”:

L’autostima è il processo soggettivo e duraturo che porta il soggetto a valutare e apprezzare se stesso tramite l’autoapprovazione del proprio valore personale fondato su autopercezioni. La parola autostima deriva appunto dal termine “stima”, ossia la valutazione e l’apprezzamento di se stessi e degli altri.

Il prefisso auto – autostima, autoapprovazione, autopercezioni – abbonda nelle due frasi della definizione.

Il prefisso auto ha questa definizione:

Primo elemento di composti, nei quali significa ‘di sé stesso’ (autobiografia, autodifesa), oppure ‘da sé, con mezzi propri.

La stima è la determinazione di un valore, cioè quanto vale qualcosa, nel caso dell’autostima sarebbe la determinazione del valore di sé stessi.

L’autostima in realtà, a differenza di un’autobiografia o dell’autodifesa è una fallacia. Lo è perché non è una stima del proprio valore intrinseco ma una sua valutazione facendo un confronto fra le proprie caratteristiche e capacità e quelle di altri che incarnano gli ideali proposti, per non dire imposti, dalla società in cui viviamo, dei vari aspetti della vita degli esseri umani.

Prendo ancora a prestito una spiegazione di wikipedia riguardo a “Fallacia”:

I ragionamenti fallaci appaiono come rigorosi e logici, ma in realtà non sono validi (da non confondere con “veri”):

valido è riferito alla correttezza logica degli argomenti (come le premesse implicano le conclusioni);

vero riguarda invece la verità delle proposizioni con cui si enunciano gli argomenti.

Il termine fallacia deriva dal latino fallere che significa ingannare.

Ci sono diverse definizioni di fallacia, tutte le definizioni comunque la descrivono come:

un problema logico linguistico caratterizzato da un paio di aspetti:

  • sembrare qualcosa che non è
  • avere una forma di erroneità, invalidità o scorrettezza.

La parola autostima definisce qualcosa che sembra essere ma che in realtà non è.

La società in cui viviamo spinge le persone a competere le une con le altre. Da questa competizione nasce l’impulso a dare una valutazione di sé stessi basandosi sul valore attribuito alle persone nelle prime posizioni nella corsa senza fine verso il successo.

La domanda che ci poniamo per determinare la nostra autostima è: “Quanto valgo?” e la parte implicita e nascosta della domanda è: “…rispetto a (qualsiasi categoria di persone considerate arrivate al traguardo nel proprio settore di competenza)”.

Non è quindi una stima di sé stessi che nasce da sé stessi, che corrisponde a ciò che siamo veramente, ma la valutazione di quante caratteristiche ci mancano rispetto a chi invece ne ha a sufficienza da ricevere l’ammirazione da parte degli altri.

La cosiddetta autostima, per chi la ritiene un elemento indispensabile, è una valutazione di sé stessi in base all’approvazione ricevuta dagli altri. Se “gli altri” ci disapprovano, o peggio ci disprezzano, l’autostima va sottozero. È il risultato di un’azione altrui-determinata, non certo auto-determinata.

Tutto si basa sul volere avere successo, sull’essere vincenti, essere fra i migliori nei vari campi delle attività umane, ritenendo che una volta saliti sul podio, o anche solo nei pressi di posizioni vincenti, si sarà felici e soddisfatti.

Ed è quanto ci promettono i vari seminari e corsi di autostima, e ciò che spinge le persone che ritengono di avere delle carenze a frequentarli.

Chi ha queste aspettative si ritrova con l’autostima piuttosto sgonfia.

L’autostima non è la risposta, non offre alcuna vera libertà o pace della mente. E’ un continuo di alti e bassi, di “valere” abbastanza quando le cose vanno come vogliamo e si sta per arrivare al successo, e di sentirsi quasi inesistenti quando le cose non vanno nel modo in cui si vorrebbe o non si ha ottenuto quanto ci si aspettava.

L’autostima si basa sulla valutazione o classificazione di noi stessi secondo un metro di misura interno.

Il problema è che molte persone hanno delle aspettative così elevate che non potranno mai raggiungere.

Concentrandosi sull’autostima solo porta a sentirsi come uno “zero”. Non è sempre possibile raggiungere facilmente obiettivi, realizzazioni e conquiste. Ci saranno momenti in cui non riusciamo a fare bene qualcosa semplicemente per inesperienza o mancanza di preparazione.

L’errore ricorrente è che l’autostima si basa su scale di valutazione o sistemi di misura arbitrari.

L’alternativa per l’autostima è l’auto-accettazione

L’auto-accettazione a differenza dell’autostima, non è una fallacia.

L’essenza stessa dell’auto-accettazione è che siamo buone persone, degne e di valore, non importa cosa ci succeda, quali errori facciamo, o le condizioni che incontriamo. E’ la consapevolezza che non è necessario classificarci o misurarci.

Non dovremmo considerare le circostanze esterne, e le prestazioni di altri, elementi per fare una stima di noi stessi, ma piuttosto insegnamenti che portano alla crescita personale ed espansione.

Non credere alla fallacia dell’autostima. Il valore di una persona non può essere misurato.

Auto-accettazione non significa stagnazione e passività. È uno stato d’animo, non un modo di vivere. Ci sono modi realistici per perseguire obiettivi vivendo una vita piena di significato, senza dover tener conto di quanto siamo “bravi” o di quanto “valiamo”.

L’autostima rende necessaria la competizione che aumenta sempre più la separazione fra gli esseri umani.

L’auto-accettazione rende nulla la necessità di competere e ci porta a riconnetterci intimamente con gli altri.

Uno degli aspetti principali del vivere una vita di soddisfazione, appagamento e significato è essere interconnessi. Siamo creature sociali e desideriamo interagire, crescere e avere legami con altre persone che ci interessano, gli amici, i famigliari, e tutti coloro che ci offrono momenti di gioia e di affetto.

Non appena iniziamo a coltivare l’auto-accettazione le nostre relazioni migliorano.

Adottare uno stile di vita in cui non siamo sempre coinvolti da dolore emozionale o stress, ma allietata da momenti di piacere e soddisfazione, sono i presupposti per vivere una buona vita. Auto-accettazione non significa sedersi e prendere passivamente tutto ciò che ci viene incontro, ma essere centrati in sé stessi, non dispersi cercando di essere ciò che non siamo, e avvicinarsi a circostanze difficili con sicurezza ed efficienza, godendo dei momenti di divertimento e di gratificazione che senz’altro saranno sempre più frequenti.

L’assunzione di un ruolo attivo nel creare la nostra vita è fondamentale, e siamo in grado di imparare a farlo con soddisfazione accettando dove siamo lungo il cammino.

Molte persone hanno uno scopo della vita personale e una visione che fa da guida per come vogliono essere e l’eredità che intendono lasciare.

Seguire ciò che veramente desideriamo fare, riscoprire uno scopo che ci sarebbe piaciuto portare avanti ci da tanta forza e coraggio che possono essere una fonte di motivazione e di rassicurazione che stiamo facendo quello che vogliamo fare e di essere la persona che siamo destinati ad essere, intendendo per destino la scelta che noi stessi abbiamo fatto nel momento in cui siamo venuti in questo mondo.

Tutti, naturalmente, vogliamo essere il meglio che possiamo essere, ma non dobbiamo collegare quello che facciamo al valore che ci viene attribuito come persona dal mondo esterno. Basarsi completamente su circostanze esterne procura solo delusione e disagio.

Imparare ad accettarci e cominciare a progettare la vita e viverla per come siamo nel profondo del nostro essere, richiede che smettiamo di misurare e di valutare quanto siamo bravi rispetto ad altri e cominciamo a riconoscere il valore naturale che tutti possediamo.

La Filosofia del digiuno - libroNell’assumere il punto di vista che permette di vivere come sono veramente, oltre alle persone che l’Universo mi ha fatto incontrare nel corso della mia vita, gli eventi e le situazioni, incluso quelle che a prima vista potrebbero sembrare non favorevoli, mi ha aiutato anche il libro La Filosofia del digiuno di Edwar Earle Purinton. Se fossi interessato all’argomento del presente articolo, per trarre degli spunti sul corretto atteggiamento per vivere essendo semplicemente quello che sei, puoi leggere alcuni estratti del libro sul sito www.lafilosofiadeldigiuno.it .

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